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Incantadora
Cucina e memorie di una filibustiera

di e con Roberta Biagiarelli nel ruolo di Incantadora
e con Sandro Fabiani nel ruolo di Dora
scenografia Lucio Diana 
collaborazione all'arredamento Claudia Losi e 
AttrazioniBiagiarelli
luci Giovanni Garbo
produzione Inteatrofestival e Babelia&C.

 

 
 
La casa volante dove si muove l'Incantadora è un luogo magico, un po’ stravagante e un po’ gitano.
E' ovviamente la casa da lei abitata insieme a Dora, il suo maggiordono di fiducia, ma anche qualcosa di più: confidente, amico, fratello di sangue, clown bianco, amante...
Tanto è chiacchierona ed estroversa Incantadora, tanto invece è riservato e silenzioso Dora.

I due personaggi vivono in mezzo ad un accumulo di oggetti diversi e già usati, ammassati gli uni sugli altri, una sorta di bric à brac, con libri e oggetti sparsi un po’ ovunque, chincaglieria varia dietro le tende fruscianti di foglie e campannellini.
Un posto arredato con teli colorati, materassi, lampade vecchio stile, insomma suppellettili d'altri tempi provenienti da solai e cantine di nonne e zie strampalate e poetesse.
Qua e là qualche candela profumata, spezie, frutta e verdura fresca, insieme a piccole caramelline e altri oggetti pescati in chissà quale fiera, chissà dove nel mondo.

Il pubblico diventa ospite a casa dell'Incantadora, lei da vera padrona se ne prende cura con le parole, con racconti e storie che si muovono tra l'appetito e l'amore, là dove i confini sono così labili da confondersi completamente, mentre Dora seduce gli ospiti di casa con il servizio di bocconcini e piccole portate amalgamante in gustose ricette.
Gli stuzzichini vengono serviti da Dora tra una storia e l'altra della padrona di casa, che gioca a incantare gli ospiti sopraggiunti, destreggiandosi tra ricette arzigogolate e racconti di donne passionarie e straordinarie.

 La stanza della rappresentazione è il posto che tutti noi vorremmo avere in un angolo della nostra casa: un salotto, un caravansserraglio, una tenda nomade, una zattera, una giostrina piena di profumi, luci e colori, dove sedersi e lasciare che qualcuno si occupi di noi con piccoli gesti di ospitalità  e con l'incanto di qualcuno  che sa raccontare, mentre i sensi di tutti svaporano…

Luglio 2005, Antichi mulini, Dolo, Venezia

PRIMA NAZIONALE
27 giugno - 1 luglio 2007 - Poverigi
Inteatrofestival 07

Chef-toi di Davide Berchiatti
Gazpacho leggero con tortillas
Carpaccio di ananas al rosmarino con spuma di caprino alle erbe
Tortino di miglio all'origano con quenelle di pere
Bignè con mousse di melanzane alla menta
Cannolo con ricotta alla siciliana con salsina rossa alla cannella
acqua
vino (bianco siciliano)

I brani sono liberamente tratti da

Donne dagli occhi grandi - Angeles Mastretta; Puerto libre - Angeles Mastretta; La cucina di Bahia - Jorge Amado; La cucina della filibusta - Melani Le Bris; La cuoca di Buenaventura Durruti – Anonimo; Dolce come il cioccolato - Laura Esquivel; Le relazioni culinarie - Andreas Staikos; Cuochi si diventa - Allan Bay; Ricette immorali - Manuel Montalban; La maga delle spezie - Chiara Banerjee Divakaruni, Dodici racconti raminghi – Gabriel Garcia Marquez

 Dalla rassegna stampa

Non più minacciosa, partigiana col mitra in mano e bellicosa. Qui l’unico sparo che si sente è quello del tappo di una bottiglia di spumante che salta, e un signore in giacca scura versa nei bicchieri. Qui Roberta Biagiarelli è un’Incantadora suadente e seducente come la ninfa Calipso quando tenta di Incantare Ulisse con le sue magiche ricette d’amore. Se le platee dei teatri fossero come questa, i teatri sarebbero assai più frequentati. […] Una cantina, un solaio, un ripostiglio? Un baraccone di nomadi, una casa viaggiante e volante di maga, una tenda nel deserto? Ecco, una tenda rossa sotto cui la Biagiarelli è una bella Sherazade da Mille e una notte che tra vassoi, piatti e sfiziosi e arzigogolati bocconcini, tra musiche e profumi, ci racconta le sue storie e ci promette l’allegria dei sensi. La Biagiarelli divide la serata, il suo successo il il suo titolo a metà con Sandro Fabiani. Se lei è Incanta, lui è Dora, cameriere, spalla e factotum…
Umberto Fava
 
L’incanto dell’ascolto nel piacere dell’incontro con diverse figure femminili speciali, il cibo, gustose leccornie, come piccole pause, una situazione raccolta, il pubblico distribuito tra più tavolini, vino e profumi: bravissima come sempre Roberta Biagiarelli… L’attrice su un piccolo palcoscenico fitto di tante cose di sapore vagamente orientale, lei “zingara dell’anima” sempre in viaggio, quella la sua casa, “un po’ tenda berbera e salotto d’altri tempi”… Questo bel clima di intrattenimento, di complicità, svela al proprio interno, in un insieme di grande equilibrio e fascinazione, il potere del teatro, la forza magnetica della recitazione che sorprende, seduce, diverte.
Valeria Ottolenghi