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libro ospiti

Ci sono 36 inserzioni nel libro degli ospiti.
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GloriaFirmato il: dom 02 mag 2010 05:30:17 PDT
Cara Roberta, 
volevo semplicemente ringraziarti per il lavoro che fai e come lo fai.Ho assistito al tuo monologo "A come Srebrenica" e mi ha preso il cuore. La guerra in Bosnia mi aveva colpita e coinvolta emotivamente vuoi per la vicinanza geografica di quel Paese con l'Italia(come fai dire alla bambina, solo aldilà del mare), vuoi perchè le stragi, le deportazioni, i campi di concentramento tutti i giorni entravano nelle nostre case attraverso i telegiornali all'ora di cena. Non si può dire, come è stato detto dei crimini di Hitler, che non sapevamo. Sapevamo, eccome se sapevamo! Quando, anni dopo la fine della guerra, hai portato a Piacenza "A come Srebrenica", non ho potuto nè voluto perderlo. Non ti conoscevo ma, da quell'incontro, ancora una volta di più, ho capito dell'importanza del teatro civile e degli attori che lo attuano.La tua prova attoriale è stata grande. Quando dicevi "Mladic" usando diverse tonalità della voce, mi sentivo trafiggere. In quel nome, nel modo in cui lo dicevi, c'era tutto il male che un uomo può compiere.Questo tuo testo teatrale mi ha dato l'urgenza di conoscere la Bosnia e quando mi ci sono recata, ho sì compiuto un viaggio in quel Paese ancora così martoriato, ma anche dentro di me. Ho parlato con bosniaci che hanno vissuto la guerra ma anche con una colta e giovanissima donna che la guerra non l'ha vissuta, perchè troppo piccola e in salvo in Italia, ma è come se quella guerra avesse ferito, e ha ferito, la sua anima. Quando le ho chiesto se tra loro ragazzi è possibile ricostruire una vita insieme mi ha risposto un "no" risoluto. Ho cercato di farle altre domanda per capire (chissa perchè le ho posto altre domande...capire...cosa voglio capire?) lei, con gentilezza ma con fermezza, ha chiuso l'argomento. Il tempo trascorso è troppo breve e i segni sono ancora tutti lì a ricordare quello che è stato. Come vedi il tuo "spettacolo" muove le persone e non solo da casa al teatro. 
Un abbraccio  
Gloria Roverato
Francesca PaiellaFirmato il: dom 02 mag 2010 05:30:02 PDT
Con te il teatro torna ad essere rituale di comunità. 
grazie 
Francesca
frapaiella@virgilio.it
Marilena e DanielaFirmato il: ven 04 set 2009 05:43:16 PDT
Cara Roberta, l'emozione che abbiamo provato la sera del 29 agosto, nel piccolo Teatro Cortesi di Sirolo, è stata enorme, sia per la drammaticità (e purtroppo l'attualità)del testo, sia per la tua straordinaria prova di attrice. La sera dopo ci hai detto che questo spettacolo ha già avuto molte repliche e che, al momento, non sai quando potrà essere riproposto. Noi ci auguriamo che i nostri figli abbiano la possibilità di vederlo a Bologna (o in qualche paese della provincia)e noi li accompagneremmo volentieri. Grazie per il tuo coraggio e per svolgere il tuo lavoro in controtendenza rispetto all'orrendo trend che affligge il nostro tempo.Quando siamo depresse, ci piace ripetere una frase di Dodtoevskij: "Ci salverà la bellezza...". Tu ne sei la dimostrazione. Grazie dalle due "impietrite" bolognesi
marilena.mongiorgi@fastwebnet.it
LudovicaFirmato il: lun 31 ago 2009 21:26:12 PDT
Cara Roberta, 
il tuo articolo è davvero bello e sono sicura che piacerà anche alla professoressa. 
Sai leggendolo, soprattutto le prime righe, non ho potuto fare a meno di commuovermi, dinanzi gli occhi scorrevano alcuni dei ricordi più splendidi vissuti lungo le vie della mia città, ce n' è uno in particolare che non riusciva ad andare via: io e la mia migliore amica delle scuole medie che correvamo come pazze lungo il corso, mano nella mano, sbattendo tra la gente, sai stavamo imitando i due protagonisti del film Titanic, che in una scena scappavano come folli tra gli invitati, avevamo 15 anni. Invece ora lungo il corso ci sono solo macerie, dappertutto qui sono solo macerie, a Srebrenica furono i bombardamenti, la cattiveria dell' uomo, qui all' Aquila invece ci ha pensato la natura. 
Il finale non cambia, le case si ricostruiranno ciò che non si ricostruirà mai sono le vite spezzate, un attimo che cancella e mette fine a tutti i tuoi progetti, le tue speranze e paure insomma al tuo futuro e al tuo presente. 
C' è una scena nel tuo film che mi ha colpito di più, l' immagine di un uomo anziano che guardava assorto e silenzioso la tomba di suo figlio, nei suoi occhi c' era però scritto tutto: il dolore, la rabbia, l' inspegabilità di tanto male e alla fine rassegnazione. Sì perchè dinanzi alla morte di un figlio non ci può essere la speranza di un futuro migliore, però ci può essere la speranza che persone come te possano far diventare l' ira silenziosa di quell' uomo in un grido di giustizia per tutti coloro che hanno provacato tutto quel male. All' Aquila non si può fare perchè dalla natura cme scrisse Leopardi nel Dialogo di un islandese con la natura non puoi fuggire ma il male umano lo puoi evitare. 
Il tuo lavoro è destinato a ciò, ad evitare che il male di srebrenica possa essere ripetuto 
Ciao, Ludovica
giovanniFirmato il: lun 31 ago 2009 21:20:41 PDT
Volevo farvi i complimenti per il "film documentario" che avete realizzato che mi ha emozionato veramente tanto,inoltre volevo sapere se esiste in commercio un dvd per poterlo acquistare.Grazie e ancora complimenti giovanni
maringian@libero.it
PaolaFirmato il: lun 31 ago 2009 21:21:11 PDT
Ho visto il tuo spettacolo su Sebrenica l'11 maggio 2009, insieme ai miei allievi di 4 superiore, su di un pulman che stava andando da Tuzla a Potocari. Grazie perchè ci hai fatto capire meglio di qualsiasi lezione di storia.
paola17.pf@libero.it
SergioFirmato il: gio 11 giu 2009 05:24:50 PDT
ieri sera ho partecipato al tuo spettacolo a Roverè della Luna: le stesse intense emozioni della lettura del libro. In certi momenti si respiravano quasi, gli odori dei posti raccontati. Complimenti e arrivederci a presto :)
ErmannaFirmato il: lun 08 giu 2009 11:01:54 PDT
Cara Roberta,  
ho visto la neve di giugno.  
Mio papà, classe 1926, se ne è andato prima di raccontarmi quei giorni. So solo che a diciassette anni - 14 agosto 1926: non ne aveva ancora compiuti 18 - è sparito con un fucile più grande di lui. Primo di dieci fratelli. 
 
So tutto il resto. Il poi. Sono cresciuta dentro a tutto quel poi. La fame contadina,il dopoguerra, il mondo operaio, le organizzazioni sindacali, la solidarietà, le bandiere, il capitale e il che fare?, gli zoccoli e le gonne a fiori, il piombo e il riflusso. E' riuscito a farsi licenziare e a finire sull'Avanti per non aver venduto i compagni di lavoro. Coraggio da vendere. 
 
Un poi che non si può descrivere. Fatto di facce, slanci, incoscienza, rischio, testa alta, commozione, mani tese. Cose insegnate col vivere. 
 
Ma ieri sera, capivo che di tanto averlo avuto dal 26 aprile del 45 in poi, non ho avuto niente raccontato di quel prima. 
 
Un silenzio come se il segreto fosse da mantenere sempre. 
 
Un imprinting. Mia nonna e mio nonno non si raccontavano nulla. Lui usciva la sera. Non diceva dove o perché. Lei raccoglieva fondi, nascondeva persone, una casa aperta e un piatto per tutti. Ma fra loro silenzio: se uno dei due fosse stato preso non avrebbe mai potuto confessare: non sapeva. Morire ma non tradire. 
 
Piango per non averlo rotto io, quel silenzio. Poi. Quando avrei potuto. 
Grazie per averlo fatto. 
Grazie Roberta, 
Ermanna
MorenoFirmato il: gio 07 mag 2009 23:14:59 PDT
Semplicimente grazie Roberta per le tante emozioni che ci dai.
deg.mor@libero.it
alessandroFirmato il: dom 26 apr 2009 08:05:05 PDT
Anche io sono rimasto folgorato dal documentario. e anche io vorrei sapere come rivederlo. grazie ale
alecolna@libero.it
Silvia e PaoloFirmato il: dom 26 apr 2009 08:04:28 PDT
Ciao siamo due ragazzi di Fiorenzuola d'Arda e abbiamo visto per caso La neve di Giugno su rai2 giovedì notte.Volevamo farvi i complimenti per il "film documentario"che avete realizzato che ci ha emozionato veramente tanto,inoltre volevamo sapere se esiste in commercio un dvd per poterlo acquistare.Grazie e ancora complimenti
p.leccacorvi@gmail.com
LorellaFirmato il: sab 25 apr 2009 03:56:29 PDT
Buongiorno, ho visto lo splendido spettacolo "La neve di giugno" il 23 Aprile e sono rimasta affascinata sia dall'interpretazione sia dall'ambientazione. Il messaggio forte e chiaro è arrivato dritto al cuore. Quanti talenti e quante emozioni rimangono nell'ombra in Italia per dare spazio ad un'informazione martellante e priva di valori! Vi ringrazio per la meravigliosa serata che avete offerto al pubblico a casa. Ho sempre condiviso i valori della resistenza anche se sono solo quarantenne e voi avete donato la magia dell'anelito alla libertà. La sofferenza che si respira attraverso le parole del testo si alleggerisce nell'armonia del paesaggio e nello sguardo dell'attrice che brilla di un ardore antico. Grazie,grazie grazie. Vorrei condividere questa visione con amici e familiari che l'hanno perso.Come faccio? Posso chiedere dove si acquista il film? Grazie di nuovo, di cuore. Lorella
loribeth@alice.it
fabioFirmato il: ven 24 apr 2009 22:38:13 PDT
ho casualmente visto "la leva del 926" su Raidue il 23 aprile .... sono rimasto veramente colpito dalla intensità della recitazione di Roberta Biagiarelli (che non conoscevo).Complimenti davvero ... ottimo il testo ma ancora di più l'interpretazione...una bella sorpresa .... fabio
fabioperico@hotmail.com
MAUROFirmato il: ven 24 apr 2009 22:37:45 PDT
Ho visto ieri sera la neve di giugno trasmessa su rai 2 putroppo a mezzanotte.. 
Sono rimasto senza parole. 
E' la più bella rapresentazione mai vista del periodo e che cosa è significato la resitenza nel nostro paese. 
DOvrebbe essere fatto vedere a tutte la scolaresche italiane perchè oltrepassa anche la dietrologia politica che purtroppo oggi ci avvolge. 
Ancora complimenti.
MONTORS@LIBERO.IT
Luisa SorrentinoFirmato il: ven 24 apr 2009 22:37:20 PDT
Grazie.. ieri sera ho visto "la neve di giugno" su rai2 e.. vorrei trovare il film per comprarlo e regalarlo.. perchè non si perda il senso di tutto questo.
l.pardi@live.ithttp://www.vegolosa.blogspot.comslavepouramour@hotma
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