Volevo in occasione del decennale del Genocidio di Srebrenica (Luglio 1995-2005) riuscire a fare qualcosa di più, perché Srebrenica è qualcosa di particolare.
Volevo far sì che Srebrenica potesse andare oltre la contingenza della commemorazione stessa e avere la possibilità di fare conoscere questo agghiacciante pezzo di storia ad un pubblico più ampio possibile.
Un documentario mi sembrava poter essere il naturale sviluppo della mia testimonianza teatrale che porto in giro in me e con me da oltre otto anni. Mi sono chiesta spesso, io, che sono italiana, come ho fatto ad arrivare ad appendere un pezzo consistente del mio cuore in quel posto della Bosnia. Certamente la causa scatenante è stata un libro, un libro prezioso: La guerra in casa scritto dal giornalista-scrittore Luca Rastello, poi il lavoro sulla drammaturgia teatrale fatto con Simona Gonella (regista e autrice teatrale) e ancor più le svariate repliche, ormai quasi 400, messe in scena nei luoghi più diversi tra loro, principalmente in Italia, ma anche in Spagna e in Bosnia. Srebrenica è entrata nelle mie fibre, è dentro di me come persona e come attrice-autrice, mi spinge ancora oggi ad occuparmi di Bosnia, a cercare di fare qualcosa.
Mi sono messa in gioco concretamente, attivandomi com’è nella mia natura, ho fatto la giornalista, l’archeologa, la segretaria, l’esploratrice, la sociologa, l’antropologa, l’addetta alle pubbliche relazioni, l’agente di viaggi, la sceneggiatrice, la produttrice.
Ebbene io non sono niente di tutto questo. Io sono un’attrice, o meglio, come mi definirono tempo fa, una viaggi-attrice.
In Souvenir Srebrenica ci ho messo dentro quello che credo di saper fare: il teatro e la mia capacità di creare relazioni, di organizzarle nel tempo e nello spazio tra loro.

I miei compagni di viaggio sono stati
Luca Rosini, giornalista prestato alla regia,
Giusi Santoro, montatrice e nostra salvatrice nella fase di chiusura del documentario, che è riuscita ad interpretare al meglio l’idea che io e Luca Rosini avevamo sviluppato sulla base dei materiali raccolti e girati, poi
Vanessa Zanini, che si è presa a cuore questa sfida essendo lei stessa per metà di origini serbe, si è occupata di noi durante le riprese del luglio 2005 a Srebrenica, ha curato le traduzioni e le edizioni.
Fabrizio La Palombara, eccellente direttore della fotografia e cameraman, insieme a
Luca Rosini ed infine
Giuseppe Lo Bue, compositore delle musiche originali e cura della post-produzione audio.
Mi è necessario ricordare tutti gli amici e le amiche visibili e invisibili che ci hanno dato un letto, un piatto, un pezzo di carta dove posare le idee e ci hanno aiutato a portare a termine questo lavoro, un progetto partito nel settembre 2003 durante un viaggio sul Danubio con un battello che navigò da Vienna a Belgrado, organizzato da Osservatoriobalcani di Rovereto, dove conobbi Luca Rosini e Alberto Bougleux.
La produzione del documentario si è fatta operativa dal settembre 2004 grazie alla Regione Marche che per prima ha sostenuto la mia idea, per chiudersi nell’aprile 2006.

Il risultato raggiunto è un ibrido, un assemblaggio di differenti materiali, un affresco di Srebrenica oggi, una sorta di tappeto simile a quello sul quale io recito la testimonianza di A come Srebrenica da 8 anni.
Ci sono io, col mio modo di fare il teatro, ci sono i testimoni, cioè i cittadini di Srebrenica oggi, le immagini d’archivio, il processo in corso al Tribunale penale dell’Aja, le video-lettere dall’assedio e le immagini della sepoltura collettiva dell’11 luglio 2005.
Il film documentario è un intreccio di fili di colori diversi, di trame d’umanità uscite fuori dal telaio della vita e della Storia.
Souvenir Srebrenica è stato realizzato con il sostegno di Regione Marche, Regione Emilia-Romagna, Tracce di Teatro d’Autore, Comune di Polverigi (AN), Inteatro Festival, Babelia&C.
partners: Cineteca di Bologna, Amnesty International - Circoscrizione Marche, Arci – Comitato di Ancona, Tuzlanska Amica (Tuzla), ICS (Sarajevo), ADL - Ambasciata della Democrazia Locale (Zavidovici), Ambasciata d’Italia - Cooperazione allo sviluppo Sarajevo.